mercoledì, novembre 04th, 2009 | Author: redazione

Come premesso nella prima parte di questo studio, chi si avvicina alla chiesa locale non si aspetti una realtà perfetta: la perfezione è imputata ai meriti di Cristo, non certo a ciò che dicono e fanno le persone dentro un luogo di culto.

Distinguerei doverosamente tra “membri di chiesa” e “nati di nuovo”, perché solo i secondi hanno realmente il frutto dello Spirito e sono capaci di dimostrare la differenza che vi è tra l’empio e colui che segue il Signore Iddio. Il compito di un conduttore non è certamente facile.

Quale possibile risposta a questo problema? Per molti vi è l’anti- clericalismo (“solo Gesù è il mio pastore, non ne riconosco altri”) che induce all’auto-pascersi evitando il confronto con qualsiasi anziano di chiesa perché esso viene associato ad un “tiranno”. 

I cattivi pastori esistono e subiranno una dura condanna (Ezechiele 34:1-10), ma questo non significa che non debbano esistere pastori nella chiesa.

Le chiese protestanti hanno varie forme di conduzione (Episcopale, Presbiteriana e Congregazionalista*) , che per volontà di dialogo ho imparato a rispettare ho imparato che lo Spirito opera oltre il nome, il titolo e l’aula di una riunione amministrativa di una chiesa, purché si cerchi il volto di Dio. Discorso a parte va fatto per il papato, le cui basi storiche e teologiche sono discutibili ma non saranno affrontate in tale studio (va però detto che il problema non è la persona ma il ministero del Papa, nella sua cattedra di governo verso tutti i cristiani).

Credo sia invece utile cercare di mettere in pratica una preziosa verità: chiedere la guida dello Spirito di Dio nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti: non aspettarti di trovare un bravo servo di Dio, se tu non cominci a servire! Il modello di servo  (sia esso Apostolo, Profeta, Anziano, pastore, dottore e Diacono) non lo fornirà mai nessun “manuale di chiesa” perché tutto parte dall’essere insieme sacerdoti dell’eterno mediante l’uso dei carismi dello Spirito Santo.

Il clero è nato laddove la chiesa dormiva, e morirà quando essa risorgerà al servizio del Signore.

(Continua …)

 

 

*Si noti bene che il Nuovo Testamento prevede una pluralità di anziani/vescovi/pastori per condurre la chiesa locale (Atti 14:23;15:2-6;20:17;1Timoteo 4:14;5:17;Tito 1:5).
L’episcopato monarchico (Un solo pastore a capo della comunità) ha origine negli scritti di Ignazio di Antiochia e si afferma nella tarda antichità e nei primi secoli del Medio Evo, quando l’episcopo/vescovo rimaneva spesso in uno stesso luogo l’unica autorità e riferimento per la popolazione locale.

 

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