giovedì, novembre 05th, 2009 | Author: redazione

L’umanità di un conduttore di chiesa è forse elemento imprescindibile?

Siamo tutti peccatori!” è lo slogan che diciamo per tutelare i nostri limiti, ma quanto più difficilmente lo applichiamo ai conduttori! Un pastore/anziano oggi non può essere più spirituale di Pietro che rinnegò il Cristo prima di sperimentare la sua reale vocazione e servì il Messia sino al martirio. Io dico: Guai a non cadere, ma è guai  ancor peggiore non rialzarsi mediante l’opera dello Spirito Santo. Non troverete nella storia della Chiesa nessun uomo di Dio che evitò di commettere peccato: Il nostro modello di santificazione è il carattere di Dio (Levitico 19:2;1Pietro 1:15;Efesini 5:1) e di Cristo (Romani 8:29,1Giovanni 2:6;Filippesi 2:5) poiché  né l’agire di Wesley o di Martin Luther King (che non ebbero seri problemi nei loro matrimoni), né tantomeno quello di Lutero (che usò parole violente contro cattolici, ebrei, turchi e anabattisti), né di Zwingli (che morì in battaglia impugnando un arma) possono essere nostre guide per la santità assoluta.

Non guardate alcun uomo o donna come modello di santità (vi deluderà!) ma volgete lo sguardo alla radice di ogni comportamento santo: Cristo Gesù il Signore.

Ma la Scrittura dice “il peccato non signoreggia più su di voi” e quindi chi conduce una comunità deve dimostrare di avere maggiore dipendenza e costanza con il Signore rispetto alle pecore che pastura. Non si chiede ciò che nessuno può avere, ossia l’impeccabilità, ma si richiede maturità e amore, le cose a cui tutti i membri di una chiesa locale debbono raggiungere.

“Ma a cosa serve un pastore? A controllarmi?”,forse questa parola può darti fastidio, ma l’idea più giusta e biblica è quella di pascerti e condurti spiritualmente, farti crescere verso la perfetta statura di Cristo. Nessuna pecora nel gregge di Gesù può sentirsi sufficiente a sé stessa, ma deve progredire verso lo sviluppo dell’intero corpo ecclesiale.

È paradossale la situazione laddove si vogliono esercitare i doni senza avere i ministeri a controllare, poiché il Signore Gesù non ha stabilito l’anarchia per la Sua chiesa.

Così come una chiesa non è definibile come “evangelica” in base alla storia che l’ha originata, ma per la dottrina che insegna, lo stesso è per un ministro o predicatore: le sue credenziali debbono essere morali e spirituali e non provenire dalla denominazione.

Concludo con una domanda: nella tua chiesa sei pecora o montone? Ti piace polemizzare col tuo pastore o preghi per lui, agisci per il bene della comunità e il progresso del Regno o ami primeggiare e, soprattutto, accetti la riprensione o prendi a cornate colui che ti ammonisce? Da questo dipenderà il tuo contributo per il Regno di Dio, qui ed ora, nella chiesa di cui sei membro.

SOLI DEO GLORIA

(A Dio tutta la Gloria)

 

 

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