lunedì, novembre 09th, 2009 | Author: redazione

Prima di affrontare biblicamente tali argomenti vorrei ricordare la dichiarazione del fariseo nella parabola di Gesù: “Io digiuno due volte la settimana e pago la decima di tutto ciò che possiedo”(Luca 18:12).

Oggi tanti cristiani sono convinti che nel fare queste cose, sono spiritualmente superiori agli altri, perché più fedeli alla parola della Bibbia e al volere di Dio.

Eppure sia la decima che il digiuno sono, come vedremo, elementi che riguardano il rapporto personale con Dio e non possono essere imposti dalla chiesa che si frequenta.

1.Ma tu restituisci la decima?

Questa domanda l’ho sentita rivolgere molte volte a me da cristiani che si presentavano magari  in una nuova comunità, quasi fosse un “biglietto da visita” o  una “credenziale” per ottenere incarichi (che è cosa ben diversa dall’esercizio dei doni spirituali!).

Eppure  Il Testamento non ci ricorda affatto l’uso da parte di restituire la decima nella Chiesa apostolica, la cui economia si basava sul principio della totale comunione dei beni (Atti 2:45;4:34) e  Paolo comanda  di raccogliere offerte secondo la prosperità ricevuta (1Corinzi 16:2),  senza mai ricorrere al principio mosaico della decima.

Oggi la decima per alcuni è diventata una vera e propria “tassa ecclesiastica”, pertanto credo opportuno portare il mio contributo sull’argomento per evidenziare alcuni aspetti biblici:

1.      La decima non è stata “inventata” da Dio per Israele, ma era una pratica già in uso in altri popoli (babilonesi,siri,persiani, egiziani, arabi, greci e addirittura romani). Essa non fu stabilita col patto mosaico, ma all’epoca dei Patriarchi quando Abramo offrì a Melchisedec la decima parte dei propri averi (Genesi 14:20).

“Perché Abramo fece questo? E chi era Melchisedec?” Rispondendo a queste due domande ci risulterà più facile capire le origini della decima nella Bibbia.

Melchisedec venne considerato da Abramo come a lui superiore spiritualmente, tanto da accettarne la benedizione, e l’offerta della decima fu un atto legato al costume dell’epoca (atto di riconoscenza per l’onore ricevuto) ma con un significato spirituale: egli riconosceva che Dio non si era rivelato soltanto a lui ma anche a qualcun altro.

Secondo la maggioranza degli studiosi, Melchisedec altri non era che Sem, figlio di Noè, ma tale idea ha due punti deboli (1) perché avrebbe dovuto cambiare nome e (2) perché doveva essersi stabilito in Canaan.

Ma la maggioranza tra i cristiani evangelici crede che egli fu una teofania (manifestazione) di Cristo e ciò viene supportato dalla definizione che fa l’autore della Lettera agli Ebrei, senza alcun collegamento possibile con la natura umana (Ebrei 7:3-8).

Se diamo per valida  la seconda, allora questo è l’inizio dell’istituzione della decima nel rapporto tra l’uomo e l’Iddio rivelatosi nella Bibbia.

Sono però convinto che l’enfasi non debba essere posta su chi fu Melchisedec, quanto piuttosto sull’insegnamento spirituale di questo gesto: la gratitudine per l’onore che riceviamo da Dio viene espressa anche con i nostri beni e non solo con la nostra lingua giubilante e i nostri pensieri colmi di riconoscenza.

2.      Nella Bibbia la decima non consisteva in denaro ma in ciò che la terra e il gregge avevano prodotto (Levitico 27:30-32); era anche possibile riscattare la decima mediante denaro, aggiungendovi però il quinto del valore (Levitico 27:31), e quindi per coerenza chi vuole applicare i principi dell’at nel decimare dovrebbe seguire questa norma.

3.      Chi raccoglie le decime oggi? I cassieri o i pastori, ma biblicamente potevano farlo solo i Leviti, i soli che in virtù del sacerdozio avevano ricevuto tale ordine (Numeri 18:21-24). Si può obiettare che il pastore, come ogni cristiano, è sacerdote dell’Eterno, ma questa mi suona più come una forzatura della norma biblica. Come regolarsi poi col fatto che il levita doveva prendere parte al pasto rituale nel quale veniva offerta la decima (Deuteronomio 17:1,12)?  È basilare capire che Gesù con la propria morte ha compiuto il sacerdozio levitico, per inaugurarne uno maggiore di cui siamo tutti partecipi.

4.      La decima era per i Leviti, le vedove e per gli orfani quindi non è per i pastori: essa serviva in Israele per il sostentamento della classe sacerdotale levitica perché questa non aveva eredità nella terra in comune con le altre tribù (Levitico 27:30-33; Numeri 18:21-32;Deuteronomio 14:27-29) e alle categorie deboli nel popolo ebraico. Da notare che i rabbini giudei oggi non chiedono la decima per loro perché conoscono perfettamente la Legge e sanno che tale precetto era per i leviti, quindi perché vi sono dei predicatori che la chiedono?

5.      Dio aveva stabilito per gli ebrei tre decime:

-              La decima di celebrazione: una famiglia si univa alla festa e mangiava la decima di ciò che aveva portato al pasto della celebrazione (Deuteronomio 12,5-19)

-          La decima della carità: si doveva restituire ogni terzo anno per il bisognoso (Deuteronomio 14:28-29).

-          La decima del tempio  (Numeri 18:21-24)

 

Ma cosa disse Gesù sulla decima? Nei Vangeli viene riportata la sua frase di condanna verso i religiosi che pagavano la decima ma mancavano nelle cose spirituali: Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché calcolate la decima della menta dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia e la fede, queste cose bisogna praticare senza trascurare le altre”(Matteo 23:23; cf., Luca 11:42;). Il verbo “trascurare” è la traduzione del greco che significa “abbandonare”, ma vuole forse dire che il Signore considerasse vincolante per i cristiani la decima? Il senso che dobbiamo cogliere di queste Sue sante parole è che è facile per l’uomo decimare fedelmente ma allo stesso modo trascurare le cose più importanti per il Regno di Dio.

Ricordiamoci inoltre che Egli stava parlando ancora sotto l’economia del vecchio patto [che sarebbe stato adempiuto con la Sua morte in croce] e si rivolgeva ai farisei e agli scribi, mentre ai discepoli diede istruzioni radicalmente diverse, quali la rinuncia ad ogni bene terreno per il Regno dei Cieli: “Vendete i vostri beni e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli dove il ladro non giunge e la tignola non rode” (Luca 12:33).

 

(Continua …)

Categoria: Autori diversi
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