sabato, novembre 21st, 2009 | Author: redazione

“Possono le donne predicare?” questa domanda viene posta da tanti cristiani, uomini e donne specialmente laddove per queste ultime è previsto una partecipazione assolutamente passiva alla vita di comunità.

Non ho particolari problemi ad ascoltare una donna che predica, purchè essa abbia una preparazione teologica e una coerenza morale (per mia esperienza formazione teologica personale rimane una novità trovare donne realmente adatte alla predicazione e che siano capaci di edificare e non distruggere dal pulpito, ma questo vale anche per gli uomini ovviamente).

  • Cosa intendiamo per “predicazione”? la parola greca è kerugma (Matteo 12:41;Luca 11:32;Romani 16:25;1Corinzi 1:21;2:4;15:14;Tito 1:3) e significa “proclamazione”. Il verbo kerysso significa “proclamare come araldo”.
  • Predicare significava originariamente proclamare pubblicamente la fede cristiana al mondo non cristiano  e non rivolgere un discorso di stampo religioso ad uno stretto gruppo di uditori  né formulare una blanda narrazione di verità neutrali.

La Versione Riveduta traduce con “predicazione” termini diversi:

  1.  “Ma quando Sila e Timoteo furon venuti dalla Macedonia, Paolo si diè tutto quanto alla predicazione, testimoniando ai Giudei che Gesù era il Cristo”(Atti 11:5). L’originale greco è reso meglio con “era pressato dalla Parola (il Textus Receptus rende “nello Spirito”) e testimoniava”.
  2. Ma tutti non hanno ubbidito alla Buona Novella; perché Isaia dice: Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?” (Ro 10:16) predicazione è la traduzione di hemon akoe “ciò che noi facemmo udire”.
  3. “E assieme a lui abbiam mandato questo fratello, la cui lode nella predicazione dell’Evangelo è sparsa per tutte le chiese”(2Corinzi 8:18) non vi è il verbo “predicare” perché c’è un ellissi nel testo greco (omissione, all’interno di una frase, di uno o più termini che sia possibile sottintendere).

4.      “Questo soltanto desidero sapere da voi: avete voi ricevuto lo Spirito per la via delle opere della legge o per la predicazione della fede?”(Galati 3:2) anche qui è presente akoe (“quanto ascoltato riguardo la fede”).

5.      “E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l’accettaste non come parola d’uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete”(1Tessalonicesi 2:13) il greco ha “la parola di Dio che voi udiste”.

6.      “Gli anziani che tengon bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che faticano nella predicazione e nell’insegnamento”(1Timoteo 5:17). Il greco ha “faticano nella parola” intesa come annuncio della Parola di Dio.

 

  • Quando l’Apostolo Paolo disse a Timoteo che le donne dovevano tacere nelle assemblee (1Timoteo 1:12) faceva riferimento ad uno specifico problema: il diffondersi di eresie gnostiche da parte di alcune donne e quindi aveva stabilito un certo ordine nel culto. È altresì da notare che nella frase “ma stia in silenzio” ricorre il termine hesuchia significa “mitezza, tranquillità” mentre per silenzio si adopera altrove sigao (Luca 18:39; 1Corinzi 14:34). Pertanto dove ha sostegno biblico il divieto per le donne cristiane di pregare durante il culto domenicale?
  • Il problema nel Nuovo Testamento non è che la donna predichi ma che essa possa insegnare (didsakein) e che abbia incarichi di governo nella chiesa , per la seguente ragione: non deve avere autorità sull’uomo (il termine greco indicava il rapporto tra maestro e allievo).

Questo tipo di rapporto era sempre visto nell’ottica del diffondersi di false dottrine da parte di donne, come ho già illustrato prima.

  • La società in cui visse e predicò Gesù, e la Chiesa si diffuse era particolarmente misogina considerando la donna inferiore, ma le parole dello stesso Paolo ci ricordano che la comunità cristiana spezza ogni differenza: “Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù“(Galati 3:28).
  • C’è chi distingue tra generi e ruoli, ma quando un cristiano – uomo o donna che sia – riceve un dono di ministero dallo Spirito Santo, ha una sua collocazione nella Chiesa
  • Sul fatto che la donna possa insegnare solo ad altre donne o ai bambini mi sembra una contraddizione, come se il problema nascesse nel suo rivolgere un insegnamento al pubblico maschile: Paolo non fece questa distinzione e pertanto il ruolo delle monitrici domenicali seguendo un certo letteralismo biblico che non condivido dovrebbe farla venire meno.
  • Affermo senza timore che la Parola predicata non è incatenata dal sesso di chi la annuncia, perché non è questo né l’etnia, la condizione sociale od economica possono impedire che un dono sia presente.
  • Né Gesù né Paolo hanno mai affermato che i doni fossero riservati soltanto agli uomini, e se crediamo che lo Spirito Santo è ricevuto da chiunque, allora anche la potenza di testimoniare lo è per tutti.
  • La predicazione è  un dono dello Spirito Santo, un ministero riconosciuto al singolo da parte della chiesa locale e tale ministero era svolto anche dalle donne come Priscilla, la quale predicò (ektithemi “dichiarare, esporre”, cf. Atti 11:4: Ma Pietro prese a raccontar loro le cose per ordine fin dal principio, dicendo”) la verità del Vangelo insieme al marito ad Apollo, senza contare le quattro figlie di Filippo che profetizzavano (Atti 21:9). Questi esempi rivelano come vi furono donne nella chiesa antica attive nel ministero della Parola.
  • Si può essere d’accordo o meno sulla “donna pastore”, (figura assente nel Nuovo Testamento,ma il pastore nel Protestantesimo dovrebbe essere considerato  un laico non  un “sacerdote”.) ma il ministero della Parola è qualcosa che coinvolge tutti, uomini e donne, e penso che la maggiore risorsa per la Chiesa del Signore sia il riconoscere i doni anche alle figlie dell’Altissimo.

Una maggiore apertura verso quelle realtà cristiane che hanno i ministeri femminili (pur senza imitarli) aiuterebbe molto il percorso fraterno.

Categoria: Autori diversi
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