Non uccidere
Gn 9, 6 Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell’uomo sarà sparso dall’uomo, perché Dio ha fatto l’uomo a sua immagine
Il “non uccidere” è senza dubbio quello, fra i comandamenti, che più di ogni altro rende evidente lo scopo principale del decalogo “affinchè tu viva e ti moltiplichi” (Deuteronomio 30, 16): se l’uomo uccide l’uomo, non esiste possibilità di vita né di crescita.
L’omicidio è quello che la sesta parola proibisce esplicitamente.
Due modi di uccidere un altro uomo: sono ben evidenziati dalla Bibbia nei brani Esodo 21, 12-14 / Deuteronomio 19, 1-13 / Giosuè 20, 2-6.
Un momento di rabbia-Un incidente - Questo tipo di omicidio viene considerato da Dio con una certa indulgenza, al punto che viene offerta all’omicida la possibilità di sfuggire alla vendetta dei parenti o amici della vittima.
Dio, infatti, aveva fatto stabilire alcune città, dette “città di rifugio”, nelle quali l’omicida poteva rifugiarsi e dentro le quali il cosiddetto “vendicatore del sangue” (che non era altro che il parente più stretto dell’ucciso) non poteva attuare la sua vendetta. In questo modo, l’omicida poteva spiegare le sue ragioni e ottenere, diciamo così, una giusta valutazione del suo operato.
Con premeditazione e odio – Per questo tipo di omicidio non c’era nessuna indulgenza, solo “vita per vita”.Ed è questo secondo modo di uccidere che Dio vuole proibire e che punisce inesorabilmente con la morte: Se qualcuno insidia e uccide il suo prossimo con premeditazione, tu lo strapperai anche dal mio altare, per farlo morire (Esodo 21, 14).
Esso, infatti, prevede l’odio dell’uomo contro l’uomo e questo è nettamente in contrasto con l’amore che Dio ha avuto per l’umanità.
Gesù, il cui insegnamento si impernia sull’amore per il prossimo, arriva a dire che già l’adirarsi contro il fratello o l’offenderlo verbalmente, può essere considerato passibile di giudizio (Matteo 5, 21.22) al pari dell’omicidio: risulta evidente, allora, che è proprio il sentimento di odio e collera che deve essere inibito perché è da lì che poi si materializza l’omicidio.
Rispetto per la vita – Oggi viviamo tempi molto diversi rispetto a quelli in cui Mosè riceveva da Dio le dieci parole. La sensibilità verso questo comando è molto più forte di allora: l’idea di uccidere, non solo un altro uomo ma anche un animale, fa rabbrividire molte persone.
Oggi si parla di “rispetto per la vita” per dire che in nessun modo, sotto nessuna forma, è lecito togliere una qualsiasi vita.
Però mi devo fare una domanda, forse assurda: una zanzara, la devo considerare vita? mi devo lasciare pungere tranquillamente da essa senza fare niente? quando entro in un locale pubblico che usa quelle “graticole” elettriche per arrostire le zanzare, mi devo scandalizzare e gridare alla mancanza di rispetto per la vita? non devo comprare un pollo al supermercato per protestare contro l’uccisione dei polli?
Capisco che si tratta di casi estremi, che però mi aiutano a capire che devo discernere e vedere bene il senso del cosiddetto “rispetto per la vita”, spesso un ragionamento per assurdo aiuta a vedere la normalità.
La sesta parola mi dice che non devo uccidere un uomo per l’odio che gli porto, altrimenti anch’io sarò inesorabilmente ucciso: qualsiasi altro modo di far cessare una vita va considerato a parte.

martedì, 16. novembre 2010
Ciao Alfredo,
ho un pensiero riguardo la zanzara ed al pollo.
Personalmente rispetto tutte le forme di vita e cerco nel limite del possibile di non uccidere neanche le zanzare anche se alla fine per evitare che pungano me e i miei cari,le uccido e poi ci rimango male per averlo fatto, ma per il pollo è diverso lo mangio perchè devo mangiare, come mangio la mucca, il cavallo ed altro, certo se penso che sono morti mi dispiace ma li mangio lo stesso….sono ipocrita? può darsi ma personalmente dall’alto della mia ignoranza Biblica mi sembra che Dio nella Genesi ci doni gli animali per cibarcene(Genesi 9:3-Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo; io vi do tutto questo, come l’erba verde).
Quindi in linea di massimo sono “pro rispetto per la vita” anche se a volte per alcuni “uomini” sento l’esatto contrario…. ma cosa posso farci sono umano!!.
Fabio
mercoledì, 17. novembre 2010
Ciao Fabio, mi trovi pienamente d’accordo: Dio ci ha dato il creato perchè ne usiamo, ma non in modo stupido, distruggendolo come spesso capita di vedere, ma per soddisfare certe nostre necessità. Il caso del pollo è emblematico.
Purtroppo quando si parla di rispetto per la vita mi sembra che siano troppo funzionali a scopi reconditi i modi in cui se ne parla. Vedi, ad esempio, in questo blog, l’Aforisma 11: fare dell’ovulo fecondato un depositario di diritti e doveri, cioè farlo essere, per legge, una persona giuridica, mi sembra non solo assurdo ma colpevole, perchè non si fa del bene a nessuno, perchè un ovulo fecondato è solo un piccolo ammasso di cellule e un volerlo rendere persona giuridica è solo un voler favorire una certa metafisica che fa comodo solo a certe caste religiose.
giovedì, 18. novembre 2010
potrei ulteriormente estremizzare il discorso dicendo che se la coppia spermatozoo-ovulo, da soli, hanno la stessa “vita biologica” dell’ovulo fecondato,per lo stesso principio sarebbero da considerare persone giuridiche.
Di conseguenza se impediamo l’unione di questi due siamo colpevoli di omicidio di una futura persona giuridica che non nascerà?
Ma estremizzando ancora, la contraccezione, l’astinenza sessuale oppure il celibato sono da considerare atti che producono il risultato che una persona giuridica non nascerà e non vivrà per la consapevole scelta di qualcuno?
Ma qui si rischia di entrare nel campo delle masturbazioni mentali dove ognuno può darsi la risposta che crede….più che altro bisognerebbe che la gente si chiedesse quale sia lo scopo pratico di elevare 4 cellule a persona giuridica e chi ne trarrebbe beneficio.
Ciao
Fabio