venerdì, gennaio 29th, 2010 | Author: alfredo
Cibo e sesso – Sono le due pulsioni più potenti nell’essere umano.
Il cibo, ovviamente, è la principale: se non mangi non puoi fare nient’altro.
La seconda viene spesso messa al servizio della prima: si vende sesso per ottenere cibo (o qualsiasi altro suo sostituto, in genere soldi).
Questa pratica (femminile o maschile) si chiama prostituzione o fornicazione.
Dio non vuole assolutamente questo.
Tant’è vero che in tutta la Bibbia proibisce espressamente la prostituzione o fornicazione
Categoria: Aforismi

martedì, 31. agosto 2010
Come è possibile vivere serenamente la propria sessualità se le religioni in genere la usano come ideologia sparata contro l’essere umano ? Ma se è la pulsione primaria che definisce l’identità di una persona, lasciamo che ogni uomo o donna possa sceliere liberamente come viverla!!!
Gesù Cristo non ha detto nulla in merito….. lasciava alla persona la libertà di essere ciò che ” rendeva gloria a Dio ”
Cosa ne pensate di una “metanoia” nuova della cristianità?
E’ giunto il momento di poter essere pienamente liberi su come rendere gloria a Dio?
sabato, 18. settembre 2010
Niente male come idea: metanoia della cristianità, cioè cambiamento del modo di pensare, addirittura pentimento.
Le chiese sono divise fra loro su un sacco di cose ma su un solo punto concordano: la concezione fobica del sesso.
La Scrittura dà alcune indicazioni su come l’essere umano debba gestire la propria sessualità, ma si tratta di regole molto generali, come il “non commettere adulterio”, che è uno dei dieci comandamenti, mai annullato da Gesù (vedi Matteo 5, 27-32), e che significa, in altri termini, che io non mi posso prendere, sessualmente, la moglie di un altro.
Poi ci viene detto di star lontani dalla fornicazione, e cosa significhi questo termine ce lo spiega molto chiaramente Paolo in I Corinzi 6, 16-18. Nota che il termine “fornicazione” viene dal latino “fornix” che significava “bordello” o, se si preferisce, “postribolo” o, in termini più vicini a noi, “casa chiusa”. Il concetto è, comunque, molto chiaro. Il corrispondente termine greco, quello che viene usato da Paolo, visto che scrive in greco, nel passo che ho citato, è “porneia” e che cosa si indichi oggi con il termine “porno” ci è molto noto.
Ma un passo della Scrittura molto poco citato e spiegato, almeno in base alla mia esperienza, è quello di I Corinzi 7, 2-5. Qui Paolo parla di “corpi”, quello del marito e della moglie, i quali devono essere messi a disposizione della moglie e del marito e cioè devono poter essere “usati” (lo so che è un brutto termine, ma voglio essere chiaro il più possibile) dai due: da lui quello di lei, da lei quello di lui. E consiglia pure di non astenersene troppo a lungo, quindi per poco tempo e solo per pregare.
Mi sembra molto chiara l’indicazione che Paolo dà qui alle coppie. Ed è un’indicazione esattamente opposta a quella che, alle coppie, viene data dalle chiese, tutte, purtroppo: il sesso è un male necessario, lo si deve usare solo per fare figli, altrimenti astenetevene.
Le chiese hanno voluto dare indicazioni dove la Bibbia si è astenuta dal farlo e cioè sul come vivere la sessualità. Sono d’accordo con te, ogni coppia deve poter vivere la propria sessualità secondo i propri bisogni e le proprie regole, stabilite unicamente dalla coppia stessa.
domenica, 26. settembre 2010
Caro Alfredo, credo proprio che non sia molto corretto quello che dici.
Per quanto mi sembra di capire leggendo il tuo commento, stai dicendo che una coppia, marito e moglie, può sentirsi tranquillamente libera di vivere la propria sessualità senza alcun limite, seguendo unicamente i propri desideri.
Ma la Chiesa insegna – e secondo me fa bene – che una delle maggiori virtù è la verginità, la quale è insegnata dalla Bibbia e che è stata praticata dallo stesso Gesù e anche da San Giovanni apostolo. Per non parlare poi della Vergine Maria!
La Chiesa permette, è vero, il matrimonio e quindi anche di rinunciare alla verginità, ma insegna che nel matrimonio ci deve essere castità e non libertà di soddisfare i propri desideri. Il matrimonio deve essere vòlto alla procreazione e non al piacere fisico.
Angelo Nero
martedì, 5. ottobre 2010
Ciao Angelo, era un pò che non ti leggevo, temevo che non ti interessasse più il mio blog ma, invece, vedo che ancora mi leggi.
Certamente, quando scrivi “la Chiesa” intendi la Chiesa Cattolica e, più precisamente, l’insieme costituito da papa, cardinali, vescovi e preti: in una parola “la casta”.
Quella “casta” che ha una delle sue basi maggiori proprio in quella “verginità” che tu affermi essere insegnata dalla Bibbia (ma questa è una balla assoluta!).
Ora, se la “casta” chiede ai suoi governati di essere “casti”, significa che li vuole simili a sè e, quindi, controllabili; e cioè li vuole recettivi nei confronti delle sue indicazioni su come vivere la sfera sessuale. Ne viene che, poichè la sfera sessuale è la parte più intima e profonda dell’essere umano, chiunque abbia la possibilità di indirizzarla a proprio piacimento è in grado di condizionare tutta la vita dell’essere umano stesso. E’ come se qualcuno entrasse con la sua mano dentro le mie “viscere” e mi strizzasse un pò di budella tutte le volte che volesse farmi cambiare direzione.
Qusto fa la “casta”.
E, purtroppo, non è prerogativa esclusiva della Chiesa Cattolica, ma un pò tutte le chiese propendono volentieri per le “strizzatine di budella”.
mercoledì, 13. ottobre 2010
Beh, Alfredo, tu parli di “balle assolute” ma non dai un minimo di spiegazione di un’affermazione di questo genere. Il fatto è, e tu non hai argomenti per contraddirlo, che Gesù pratica la verginità, l’apostolo Giovanni, pure, la mamma di Gesù lo è pure nel parto, per quanto strano possa sembrare, ma, lo leggevo proprio in questi giorni, pure l’apostolo Paolo comanda questa virtù in I Corinzi 7. Mi sembra che ce ne sia abbastanza, non ti pare?
sabato, 16. ottobre 2010
Hai ragione, Angelo, non ho motivato la mia “balle assolute”. Il fatto è che sto preparando un articolo sull’argomento ma intanto volevo risponderti. Un pò di pazienza e presenterò, spero presto, le mie motivazioni.