Non è un caso che Gesù entri in rotta di collisione con le autorità ebraiche proprio sull’argomento del sabato.
Il sabato è una delle due istituzioni peculiari della cultura e della società ebraica. L’altra è la circoncisione.
Al tempo di Gesù – ma lo era già da molto tempo ormai – il sabato era diventato una cosa molto pesante. Non era più un giorno di festa, in cui ci si riposava dal lavoro e, con gioia e allegria, lo si dedicava a Jahweh. Era ormai appesantito da un cumulo di minute osservanze (fra cui quella, ricordata da Gesù, di non poter trarre fuori un animale caduto in una fossa) che ci sarebbe voluto un computer per ricordarle tutte e quindi metterle tutte in pratica. Tanto più che i “gendarmi” (leggi: scribi e farisei) erano sempre lì, pronti ad intervenire al minimo sgarro. Un esempio sta nel racconto delle spighe che i discepoli di Gesù avevano divelto per mangiarle: cioè avevano “lavorato” in giorno di sabato (ma proprio non avevano altro da fare, questi scribi e farisei??!!!!).
Ma se all’epoca non esistevano ancora i computer con i loro giga di memoria, c’erano però “i gendarmi” e burocrati, che si ricordavano tutte le casistiche relative alla osservanza del sabato che i rabbini (= maestri) avevano elaborato nei secoli, a partire dalla deportazione in Babilonia nel VI secolo a.C.
E se tali casistiche avessero avuto la funzione di aiutare la gente a meglio osservare la legge di Dio (vedi Deuteronomio 28, 1-8) sarebbe stato poco male, anzi! Ma non era affatto così.
C’è un fatto, riportato dall’apocrifo I Maccabei 2, 29-38, accaduto intorno alla metà del II secolo a.C. durante le guerre maccabaiche contro Antioco IV Epifane, veramente sconcertante e che dimostra ampiamente come lo scopo delle casistiche rabbiniche non fosse affatto quello di favorire il benestare della gente.
Si racconta che i generali di Antioco, che erano a conoscenza del precetto del sabato, attaccassero proprio in quel giorno un gruppo di Ebrei che non volevano ubbidire al volere di Antioco che imponeva loro di non osservare i dettami della Legge. Quei poveracci di Ebrei non si potevano muovere né per difendersi né per fuggire, perché i divieti incorporati dai rabbini nel comando del sabato non lo permettevano loro. Infatti era proibito fare qualsiasi lavoro ed era proibito camminare se non per tragitti brevissimi. Furono massacrati tutti. Successivamente i rabbini modificarono il precetto ad hoc. Come si vede, le leggi ad personam sono sempre esistite!
Ho conosciuto una persona che era atea perché, diceva, il Dio che le avevano insegnato ad adorare era troppo stupido per poter esistere. E sicuramente quel Dio che aveva costretto quegli Ebrei a farsi massacrare non esisteva, esistevano soltanto degli stupidi uomini che formulavano stupidi comandi.
E’ fin troppo evidente che certi comandi hanno l’unico scopo di controllare le persone e i popoli. Chi conosce tutti i particolari delle leggi è in grado di dirigere la vita di un popolo e farla andare dove vuole. Si tratta di una forte distorsione del concetto di autorità. Chi ha autorità (vera) conosce non solo come dare ordini, ma anche qual è il bene di coloro ai quali si impartiscono gli ordini. Dio ha vera autorità perché conosce il bene delle sue creature e dà ordini in tale direzione. Gli uomini, purtroppo, no.
Nelle dispute sul sabato con i Farisei, Gesù mette in luce proprio questo: se un ordine, o una legge, va contro il bene dell’uomo, non deve essere osservato.
Se ti cade l’asino in un pozzo in giorno di sabato, lo devi tirare fuori subito. E’ un lavoro, è vero, ma lo devi fare, anche se è sabato, perché altrimenti ne subiresti un danno piuttosto notevole. In un caso simile, non vai contro il comandamento perché il bene dell’uomo è più grande di qualsiasi comandamento: infatti è il comandamento ad essere fatto per l’uomo, e non viceversa (Marco 2, 27-28). E, guarda caso, i Farisei tramavano per ucciderlo (Matteo 12, 14) proprio perché, col suo dire e col suo fare (Matteo 12, 9-13), toglieva loro di mano lo strumento di controllo sulla gente.
Il nuovo regno instaurato da Gesù, dunque, eliminava tutte quelle regole che avevano il solo scopo di essere funzionali a chi voleva soggiogare le persone alla propria volontà e non quello di provocare il benestare delle persone.
