Se la pratica della magìa viene sovente proibita a Israele nel VT, viene da pensare che si tratti di una cosa piuttosto importante.
Ma che c’entra il battesimo con la magìa?
Due dei comandamenti del Decalogo sono sicuramente collegati con la proibizione della magìa: quello circa l’uso delle immagini (La seconda parola) e quello circa l’uso del nome di Dio (La terza parola). E anche questa constatazione rivela l’importanza della magìa e la gravità del pericolo che essa rappresentava per la vita del popolo di Dio.
La magìa si propone di intervenire a modificare la realtà per mezzo di riti e formule, i quali devono essere precisi, rispettivamente, nella loro esecuzione ed enunciazione per cui devono essere presieduti da persone particolari. Non chiunque lo desideri può essere un mago ma solo persone specificamente addestrate.
Anche tutti i riti dei sacrifici descritti nel VT dovevano essere eseguiti in un modo ben preciso e richiedevano, quindi, persone particolarmente addestrate, Sacerdoti e Leviti.
Pertanto, il popolo di Dio doveva affidarsi (Isaia 8, 19: Se vi si dice: Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, rispondete “Un popolo non deve forse consultare il suo Dio?) al suo Dio e agli uomini da Lui designati, per avere aiuto nel buon andamento della sua vita quotidiana e non doveva cercare l’intervento di uomini che potevano anche avere poteri straordinari per la loro capacità di capire o intuire il mondo spirituale: nel mondo dello spirito c’è Dio che si rivela nella Sua Parola ma c’è anche Satana, che ha il potere di indirizzare gli uomini su strade che portano lontano da Dio.
Quindi la scelta era fra il rivolgersi a Dio e il rivolgersi a Satana.
Gesù elimina riti e formule. Non ci sono più sacrifici da compiere, non ci sono più rituali da osservare in maniera esatta, non ci sono più persone specificamente addestrate per tale scopo, quindi niente più sacerdoti, ne sommi né minimi. Ogni credente ottiene la giustificazione per la sua fede in Gesù, ogni credente offre in sacrificio unicamente sé stesso (Romani 12, 1: … presentate i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio) e questo tipo di sacrificio non richiede né riti, né formule, né “addetti ai lavori”.
Quindi la vita della chiesa prescinde da ogni rituale che richieda tassativamente la presenza di persone specifiche perché le cose da fare abbiano valore.
La preghiera ha, nelle grandi linee, il suo modello nel NT (Matteo 6, 9) e chiunque può rivolgersi a Dio secondo quel modello, usando le parole che il suo cuore gli detta.
La cena del Signore, il pane e il vino che la comunità cristiana prende come segno della comunione con Gesù in ricordo del suo sacrificio, non richiede né rituali esatti da osservare né formule da ripetere in modo esatto per dare valore all’azione. Né ci sono transustanziazioni che richiedano particolari investiture per farle avvenire. Anche per la cena, dunque, può essere adatto ogni fratello della comunità.
E lo stesso vale (?!) per il battesimo.
L’immersione nell’acqua è per la remissione dei peccati e per ricevere lo Spirito Santo (Atti 2, 38) e per dimostrare il proprio cambiamento, avvenuto col ravvedimento (I Pietro 3, 21: richiesta di una buona coscienza). Ma è forse l’acqua a realizzare tutto questo? Pietro dice di no, Pietro dice che è mediante la risurrezione di Gesù Cristo che avviene tutto questo.
Quindi, il percorso sarebbe: io mi rendo conto di essere su una strada sbagliata, decido di cambiare perché credo che Gesù sia la via giusta, dimostro questo mio cambiamento immergendomi nell’acqua e ottengo così che tutte le mie colpe passate (e anche quelle di cui inevitabilmente mi caricherò) vengano cancellate, e ottengo pure di ricevere lo Spirito Santo come guida per la mia vita futura. Tutti questi passi insieme mi cambiano, non è uno solo a cambiarmi ma tutti insieme. E qui, ovviamente, non c’è assolutamente niente di magico.
Ma c’è la formula.
Devo dire “io ti battezzo nel nome di Gesù Cristo”, oppure devo dire “io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”?
qual è la formuletta giusta: la prima o la seconda?
e cosa significa “formuletta giusta”?
che il battesimo ha valore solo se uso la “formuletta giusta” e che non vale niente se uso quella sbagliata?
allora è la formula a dare valore al battesimo?
e tutto il percorso di cui sopra?
e il mediante la risurrezione di Gesù Cristo di I Pietro 3, 21?
Qui c’è qualcosa che non funziona più, allora.
Perché se è la giusta formula a dare valore al battesimo (per cui un battesimo fatto con la formula sbagliata deve essere rifatto), significa che la risurrezione di Cristo non ha nessun valore perché basta una formuletta sbagliata a renderla assolutamente inefficace.
E ancora: se è la formula giusta a dare valore al battesimo, ciò significa che il battesimo è un atto magico e, come avviene per ogni atto magico, ha valore solo se si usano le procedure e le formule giuste.
Davvero qualcuno pensa che Cristo e il suo vangelo siano da ridurre a questo?
Sì! E’ proprio così! C’è qualcuno che lo pensa! E quindi opera in tal senso.
Pensate al battesimo dei bambini.
Di percorso come quello accennato più sopra (ravvedersi, credere, immergersi nell’acqua, richiedere una buona coscienza … ) non c’è neanche da parlare nel caso di neonati.
C’è il ministro (mago?), c’è il rituale esatto e la formuletta (o formulette) giusta: non è magìa tutto questo? e, come per magìa, il neonato si ravvede, crede, cambia vita …. !
Ma questo non è cristianesimo, o almeno non è il cristianesimo di Gesù, di Pietro, di Paolo, di Giovanni ….. !
Formuletta: “io ti battezzo nel nome di Gesù Cristo”, “io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”?
Ma c’è differenza?
Paolo dice (Colossesi 2, 9) in Cristo abita corporalmente la pienezza della Deità. E dire “pienezza della Deità” non è forse la stessa cosa che dire “Padre, Figlio e Spirito Santo”?
Quindi nessuna differenza fra le due formule e quindi niente di magico nel battesimo, né rituali, né formule, né addetti ai lavori, ma solo volontà di salvare, da una parte, e di essere salvati, dall’altra.
Ma poi è la stessa prassi degli apostoli a confermarci la perfetta identità fra le due formule.
Loro, gli apostoli, infatti, dopo aver sentito da Gesù (Matteo 28, 19) andate ….. e battezzateli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, quando si sono trovati a battezzare le persone le hanno battezzate nel nome di Gesù Cristo o nel nome del Signor Gesù (Atti 2, 38 / 8, 16 / 10, 48 / 19, 5).
Evidentemente, o erano dei testoni e non capivan niente o per loro era esattamente la stessa cosa l’una o l’altra formula.

lunedì, 24. gennaio 2011
Shalom Pace è il mio saluto a Voi tutti .
Ho letto con molta attenzione la tua meditazione e devo dirti dal profondo del mio cuore che hai scritto molto molto bene .
In particolar modo quando affermi , ma gli apostoli non capivano niente, per battezzare nel nome del Signore Gesù.
Caro Alfredo loro hanno ben compreso la Pienezza della Deità del Signore Gesù Cristo ed è per questo che battezzavano nel Suo Nome , poichè come è scritto in atti 4:12 vi e salvezza solo nel nome del Signore Gesù e attuato in atti 2:38 per la remissione dei peccati e per ricevere il dono dello Spirito Santo . La chiesa di allora come quella dei nostri giorni Opera nello stesso comando che il Signore Gesù ha dato ai Fratelli che sono nella Gloria . Pertanto ti chiedo , Credi che il Signore Gesù è la Manifestazioni del Dio e Santo di Israele e di tutti i Popoli che invocano per la Rivelazione ricevuta di Chi Egli è ?
Shalom Pace Lino
lunedì, 24. gennaio 2011
Ciao Lino, è un piacere risentirti.
La mia frase sugli “apostoli testoni” voleva essere ironica, mi dispiace di non essere riuscito ad esprimere l’ironia in modo compiuto.
Gli apostoli, effettivamente, avevano capito perfettamente che in Gesù c’è tutto quello che ci serve e la loro pratica lo conferma. Paolo è chiaro quando dice “in lui abita corporalmente la pienezza della Deità”.
Ma ti pongo una domanda: se qualcuno venisse battezzato “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, che cosa diresti tu? che dovrebbe essere ribattezzato “nel nome del Signor Gesù”?
lunedì, 24. gennaio 2011
Ciao Alfredo , posso dirti semplicemente , per come hanno eseguito il comando i nostri Fratelli così facciamo noi e ti esorto nell’Amore Cristiano Anche a te caro Fratello se dici dal profondo del cuore che Gesù è Il Signore , a fare e conoscere certamente cosa è secondo la Sacra Scrittura . Desidero informarti che avendo letto le meditazioni nel sito :http://www.biblecourses.com/Italian/AllLessons.aspx
è scritto chiaro che la chiesa battezzava per il perdono dei peccati nel Nome Santo del Signore Gesù . Naturalmente dopo il Ravvedimento e tutto quanto è descritto in atti 2:38 ; atti 19; atti 10 e in ultimo in Efesini 4:5 Vi è un unico Signore, un’unica fede, un unico battesimo,
Efesini 4:6 un Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti.
Fraternamente Shalom Pace nel Nome del Nostro Signore Gesù Cristo benedetto da Eternità in Eternità .
Lino