mercoledì, settembre 14th, 2011 | Author: redazione

“RICORDATEVI DI ME”  

Come? – Quando?
Gesù: Luca 22,19  
Ma ci sarà, comunque, una “chiave” per poter rispondere alle nostre due domande e pertanto poter “CAPIRE”? 
  

 

 “Con desiderio desiderai di mangiare con voi                                   ”…Avendo amato i Suoi che erano nel mondo,
questa “Pasqua” (cioè l’agnello)…”.                                                             li amò SINO alla fine…”.

(Lc 22,15 ss)                                                                                                                 (Gv 13,1-35)    
Con due classici semitismi e ben espressi in greco da Gv e Lc, abbiamo davanti a noi e per noi due ferme e perciò anche solide e sicure colonne:    
 Un vivo desiderio…e                              da parte di
un amore senza fine…                             Gesù!
                                                        Perché?    
Pertanto, ne siamo certi, è comunque un Suo desiderio vivente e vero e perciò che non si spegne mai ed un Suo amore altrettanto imperituro, cioè che non può perire e quindi altrettanto vero e vivo e perennemente operante. E perciò sempre, cioè ORA e per l’eternità?    

E così, anche e alla pari, il nostro RICORDO di Lui,    

E quel “sempre”,                                            somigliante al “Suo desiderio”
va forse poi                                                        e al “Suo amore”, vero e vivente e
“…oltre la “CORTINA”                                              Per “SEMPRE”
                                                                                   in noi e per noi stessi e per gli altri?
                                                                                   Ma NON per essere “IMBOTTIGLIATO”(sic!)
                                                                                            – TALE RICORDO - 
dove Gesù è entrato                                    (caoè ristretto, limitato ecc…) 
per noi quale                                                   in un solo giorno della settimana,  
PRECURSORE…?                                           pur se si trattasse del primo giorno?       

(Ebr 6,20 e contesto)                                UNA SFIDA, la nostra?                                              

Chiediamolo a Lui, la Parola di Dio, sia come “Logos” che come “Rhema” (sempre Parola-Cosa), il cui soggetto sono solo Dio, il Signore e Gesù, in quanto termine (il “Rhema”) più concreto e più relativo alle opere e pertanto soprattutto operante e non soltanto come “Parola” enunciante!  
Come subito desideriamo vedere! Che cioè un semplice “RICORDO” e per di più limitato ad un solo giorno della settimana, o addirittura mensile o annuale, secondo alcuni, non sarebbe infatti    

TROPPO POCO per  
un TANTO Signore Nostro  
e perciò anche per NOI?    

Ci porterebbe infatti, se limitato, a RIDURRE un infinito atto divino offertoci da Gesù ad un semplice “rito” (!) domenicale ed anche e soprattutto a VANIFICARE inoltre quanto lo Spirito Santo ci chiede per mezzo dell’apostolo Paolo:    

“Poiché ogni volta che  
Mangiate questo pane e  
Bevete da questo calice, 
 
Voi ANNUNZIATE… cosa? Cosa? Cosa?…  
(a voi stessi e agli altri n.d.s.)  
la morte del Signore  
finché Egli venga” (1Cor 11,26).    

E perciò, NON “RICORDANDO” e NON annunciando “SEMPRE”….., NON nasconderemmo così alle anime morte (spiritualmente) la LUCE per RINASCERE per poi RISORGERE, sempre in Gesù?    

E’ vero comunque che lo stesso Gesù (il Dio Salva), da buon Ebreo, ha sempre fatto lo “Zakar” (il Ricordo) secondo la vecchia legge mosaica, una volta all’anno. E che però, da tale ricordo Egli ha solo preso lo spunto per lasciare anche a noi la possibilità di ricordarci di Lui. Anche se è pur vero, e ci teniamo a precisare, che l’Iddio d’Israele ha sempre “Ricordato” al Suo popolo di “RICORDARE” sempre in tutto il suo operare la sua liberazione dalla schiavitù egiziana.    

Gesù comunque, per la Sua “Nuova Legge”, prendendo appunto solo lo spunto dal significativo termine ebraico “Zakar” (commemorazione-memoria-ricordo Es 12,14 e Dt 16,3 ecc…), ma non stabilendo tempi e scadenze, “DIRA’” allo Spirito Santo (Gv 16,12-15) di far scrivere a Luca (ispirandolo) in Atti:  
“Kath emeran” (greco)  
“cotidie” (latino)  
“ogni giorno” (italiano)  
“continuing daily” (inglese)       ecc…                                                      
Cioè “sempre”, per quanto possibile!                        

PERSEVERAVANO – PERDURAVANO – RESISTEVANO  
CONTINUAVANO – DURAVANO A LUNGO -  
PERSISTEVANO, erano costanti, ecc…    

In che COSA?                            

Nello SPEZZARE IL PANE… “ET”…  
nel   PRENDERE il CIBO INSIEME,  
lodando Dio ed avendo la simpatia 
o il favore da tutta la gente…                            (At 2,42-47,4,32 e contesti…).  

Che bella e vivente e perenne testimonianza  
l’ANNUNZIO della Buona Novella di Gesù  
con i simboli del 
PANE e del VINO,  
come ci chiede lo Spirito Santo!  
(1Cor 11,26; vedi Mc-Mtt-Lc-Gv per l’ultima Cena, alla luce di Gn 14,18 ed Ebr 7,1-10,18,  
cioè da “SACERDOTI”! Es 19,5-6 e 1Pt 2,1-10 ecc…).    

E ci piace, a questo punto, dire subito, anzi precisare, che la “chiave” della soluzione di un tanto “complesso” problema, reso tale dalle tante tradizioni umane, per i tempi, la forma ecc…,  
C’E’ ed è sulle labbra di Gesù!    

Chiedendo però, a chi leggerà il contenuto del presente “schema” di studio, di “DIMENTICARE” (soltanto momentaneamente!) quanto ha fatto o gli hanno fatto fare fino ad oggi, relativamente al “Ricordatevi di ME”, SE è veramente interessato e perciò disposto a voler capire la “Parola di Gesù”.    

E chi mai oserebbe rinunciare a sentire e gustare il desiderio, l’amore e la speranza che ci offre Gesù (il Dio Salva), mentre insieme mangiamo e beviamo nell’atmosfera di una vera “Coinonia” fraterna, cioè in una perfetta Comunione con i fratelli in Gesù?    

Andiamo allora a “leggere” (!!!) la Parola del Dio Salva, SOLO e SOLTANTO nel Suo Libro, “fatto scrivere” dallo Spirito Santo!    

Iniziando con l’Evangelo di Giovanni, per poi passare a Marco, Matteo e Luca, con un esame dei testi nei singoli autori relativamente alla parte dottrinale.    

Per poi passare ad una chiara e perciò obiettiva conclusione, servendoci della relativa pratica che troviamo  realizzata in Atti e ben illustrata dall’ap Paolo in 1Cor cap 10 e 11. E quindi con la stringata-concisa ma chiara e decisa segnalazione di Giuda 12, circa alla fine del primo secolo dell’Era Volgare.    

Categoria: Mario Piccoli
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